venerdì 20 giugno 2008

Beneficio di ritorno


Una sensazione tosta...
diversa da quella della partenza.

...da seguire in panoramica, da destra a sinistra,
senza aspettarsi sorprese.

Come tornare a calpestare, dopo un po', un angolo della casa che con la fretta avevamo proprio scordato di avere...
non come si scorda una persona, ma come si scorda un angolo, peccando di leggerezza, come se non dovesse per forza restare lì a dividere i due lati che vediamo ogni giorno.

Questo veloce ritorno, giustificato soprattutto da motivi burocratico-accademici, ha messo in secondo piano quell'idea di fuga DAll'Italia di cui sfollavo un paio di post fa. A prescindere dallla provenienza, Parigi sarebbe proprio un bel posto in cui vivere...

PS: dal prossimo anno, tenete seriamente in considerazione di farvi un weekend qua nel periodo della Festa della Musica... tutta la città è tempestata di dj set e performance live di qualsiasi genere... Folk ed etnica la fanno da padrone con bande sgangherate e one man band che si annidano dietro ogni angolo e sbucano a sorpresa dai sottopassaggi delle metro. Da vedere!

giovedì 22 maggio 2008

WiFi Verdeggiante


WiFi al parco dell'Abbadia di Fiastra... la notizia è attendibile e di notevole rilevanza per noi 56k di provincia...
La connessione, gratuita, dovrebbere essere attiva da oggi... Per registrarsi basta il numero di cellulare.
Che iddio ce la mandi buona... Sarebbe un'estate un po' più aperta...

lunedì 5 maggio 2008

Questo è un post di natura politica

Sono a terra… avrei voluto parlarvi dei 65 progetti che dovrei portare avanti entro la fine di Giugno, tanto per spiegarvi come mi butta… ma, come già scritto, accanto al micro c’è sempre un macro… e mai come stavolta il peso di tutto questo è insopportabile.
Mi sto trasferendo a Roma, più o meno definitivamente: contatti, opportunità, ambiente sembrano lasciare poche alternative… ma dopo il cavaliere, Allemanno.
Tutto questo mi pesa… non per posizioni ideologiche, ma per come i due suddetti hanno intenzione dichiarata di cambiare il paese e la città… per come non riesco a capire la logica dei loro discorsi… così come quando, pur non condividendolo, riuscivo almeno a capire la coerenza interna di un discorso di destra quando una destra esisteva ancora.
E sì, perché la novità è che dopo 15 anni di Berlusconizzazione del nostro paese, finalmente i nostri eroi hanno potuto dire chiaramente cosa faranno, senza nascondersi dietro false promesse all'Italiana.
Oggi, rispetto al passato, la vera sconfitta non è nell'identità e nel curriculum dei candidati, ma nei trasparenti contenuti dei loro programmi. Il neo-presidente del consiglio ha parlato chiaramente di una riforma del sistema giudiziario, contro le "toghe rosse", per far suo, dopo esecutivo e legislativo, anche il terzo potere. Per quanto riguarda il quarto, l'informazione, di problemi non ne ha mai avuti, ma tanto per star sicuri, si preannuncia una specie Gasparri bis, che serri a due mandate il pesante tappo della pluralità mediatica in Italia. Poi, naturalmente, ci ha promesso di tagliare la linea delle intercettazioni telefoniche, che tante magagne gli hanno creato negli ultimi anni (vedi link sulla colonna a sinistra)... e via dicendo in questo nuovo '68 in abito scuro, fatto di parole libere e sincere.

Sto male perché non capisco il paese in cui vivo, perché, stracciato il velo di maya dell’unisono mediatico, mi piacerebbe parlare di questa tacita dittatura che ci sovrasta. E quando ne parlo, gli altri oscillano dall’accordo incondizionato al disaccordo incondizionato… quando io vorrei soltanto che le idee possano condizionarci… una volta per tutte... vorrei che il senso venisse fuori… perché in un paese povero economicamente e culturalmente, resti almeno una ricchezza di spirito e una dignità che ci salvi dall’umiliazione suprema di non essere più uomini.
E andiamo avanti a pregiudizi… e continuiamo a credere in quello che SI CREDE, in un impersonale che nasconde la mano, lasciando il coltello… sempre in mano a un immigrato, sempre nel luogo e nel momento in cui è utile. (Vedi concentrazione Romana di stupri e omicidi da ballottaggio in tutti i tg, alla base della vittoria di Allemanno).

Disaffezione politica? Delusione per la classe dirigente? Astensionismo? Ma prendetela nel culo porco _ _ _! Il voto è un diritto sacro… e giuro su dio (sempre lui, sì) che il primo che nei prossimi anni si lamenta dell’operato di quelli che (astenendosi) ha eletto meriterà attentati e torture più dei gran ladroni che son saliti.
Detto questo, appena posso me ne vado. E se resto è per far macelli (Per fortuna Palahniuk).
Vattelappesca Italia... (ormai pure il vaffanculo è di parte)

lunedì 17 marzo 2008

Palermo - Impressioni

Ho deciso di continuare a postare, oltre Paris. Ovviamente si tratta di un altro progetto... di un'altra storia... e per questo sto lavorando su una ristrutturazione totale di questo blog.
Lavoro, passione, cazzeggio e spasso... Avrete intuito che sto cercando di annullare le differenze tra questi quattro concetti... Non è facile, ma ci sto lavorando... E nel prossimo blog voglio parlare di questo...
Sono a Palermo da una settimana per girare un documentario sul mercato del lavoro Siciliano... Poco dopo il mio ritorno dalla Francia, due miei ex compagni di master mi hanno proposto di scrivere e dirigere con loro questo lavoro... naturalmente ho preso l'occasione al volo ed eccomi qua... con le prime impressioni che questa città mi ha lasciato:


Macerie… la caratteristica principale di questa città salta subito all’occhio. Un potenziale artistico e culturale unico lasciato là, a perdersi, a decomporsi, a metterti addosso una sensazione di “tutto scorre” che non capita tutti i giorni.
Macerie architettoniche e culturali delle mille epo(i)che che su questo territorio si sono succedute ed hanno lasciato tracce, mai abbastanza potenti da poter essere considerate preminenti sulle altre.
E tutta questa polvere ritorna sulla gente, sulla disperazione dei padri di famiglia che ci hanno bussato al finestrino per chiederci un lavoro e sulle risa cordiali dei vecchi negozianti che si affaccendano (senza esagerare) dietro ai loro chioschi abusivi.
Bell’inizio per un documentario che si presume parlerà del mercato del lavoro in questa città e in quest’isola. Emanuele ci ha parlato dei 4 personaggi che si sono proposti per essere intervistati: un mix di corruzione agita/subita e di lavoro disperatamente cercato per sé e per la gente che si ama… Detta così non sembra male, ma preferisco conoscerli prima di dar giudizi…
Per il resto, ho guardato questa città… e non c’è sguardo che in questa meraviglia resti pulito da precarietà e inadempienze vecchie di secoli… fantastici templi senza tetto, un esotico giardino botanico con terrazzo su discarica abitata e tanta umanità nell’aria. Dobbiamo girarlo a mano questo documentario… non c’è altro modo di portarsi a casa una città come questa… un’atmosfera di inedita postmodernità a stato avanzato… una tematica sporca in una città perfettamente accordata a quello che vogliamo raccontare… il progetto sta venendo fuori… e le sensazioni sono positive.

lunedì 3 marzo 2008

No country for old men (?)

Alur... come i più sapranno sono già in Italia da tre giorni... il mio progetto di studi Francese è fisicamente concluso (anche se burocraticamente sarò studente Parigino fino a Giugno)... e quindi sembrerebbe un po' andato anche il "compito" di questo blog.
Non so ancora se e come continuerò a scrivere on line delle mie faccende... intanto voglio salutarvi con questo ultimo post da studente Parigino.

Come immaginavo ci sono tante, troppe cose che restano di un periodo come quello che mi sono spolverato dietro... luoghi, esperienze, certamente persone... da questa seconda, straordinaria, pelle che ogni viaggio importante lascia addosso, voglio ritagliare un ambiente, parlarvi di uno spazio, non più o meno importante di altri, ma ancora vivo in me, forse perché l'ho scoperto solo nelle ultime settimane.

Shakespeare and Co. è una biblioteca, una libreria, ma è soprattutto l'abitazione di George Whitman, 91enne proprietario e spirito ancestrale di quello che è diventato il mio luogo di culto...

1 / Turisti, parigini in culturando e curiosi di ogni sorta riempiono il piano terra, micro-libreria con una gran selezione di capolavori, frutto di una mente superiore: quando il commercio diventa bene-ficienza...
Io ci sono entrato per un motivo "banale": l'amico Gabberwocky cercava da giorni un piano su cui esercitare il suo credo jazz senza dover pagar pegno. Qui, fatto strano a Paris, lo lasciavano strimpellare.
Sono passato di lì per avvisarlo di una serata e per buttar giù un po' di correzioni alla solita, eterna, sceneggiatura... Accanto al piano, dei vecchi sedili da cinema e un cancelletto che vieta l'ingresso ai non addetti. Dietro, scale a chiocciola.
Scelgo i sedili e il pomeriggio scorre tranquillo tra un personaggio che finalmente prende la strada giusta e la comparsa, proprio davanti a me, di un catalogo che cercavo da almeno due anni. Finalmente avrò la copertina per il mio libro.

2 / Due, tre altre puntatine limitate al piano terra... Poi mi chiedo come mai così tanta gente sale le scale... e intuisco che qui il concetto di "addetto ai lavori" ha un che di innovativo... salgo senza farmi troppi problemi ed è il bordello. Il secondo piano è pieno di giovini apprendisti scrittori. Il vecchio proprietario permette loro di vivere e dormire nel locale a patto che loro lavorino per qualche ora in libreria... E non solo... reading, incontri, presentazioni, il tutto organizzato "in famiglia", con l'amore per la letteratura come unico principio base! Quant'èvveroiddio tra i venti-trentenni che conosco non ho mai visto un'apertura mentale del genere. Letti e divani occupano quel poco pavimento che i vecchi scaffali lasciano liberi. Alle pareti, classici di ogni epoca, molti dei quali autografati dagli autori... e la sensazione è che nessuno potrà mai neppure pensare di rubarli... perché quello è il piano degli addetti ai lavori... addetti ai lavori che hanno scelto di essere tali, senza assunzioni o deleghe... solo con la volontà di sentirsi a casa là dentro... e non ci sono parole per descrivere il piacere di quest'appartenenza...

3 / Il vecchio folletto abita al terzo piano, nel suo buco privato: un letto, degli abiti ed il suo "museo privato", zeppo di foto che lo ritraggono con i più impensabili letterati del nostro secolo... Se mai doveste passare per Parigi, andatelo a trovare... e non stupitevi se, senza avervi mai visto, vi metterà in mano le chiavi di casa sua... c'è (o c'era?) gente che va molto oltre quello che possiamo immaginare... che ci sia ancora un paese per vecchi?

sabato 23 febbraio 2008

Babel Nuit III - L'adieu ou le debut



Ieri sera si è svolta la terza e (per me) ultima Babel Nuit... Per troppi motivi indimenticabile... Giusto qualche piccolo assaggio...
- Tanto per cominciare si trattava della festa di addio alla casa di Malakoff, quella in cui i miei amici hanno abitato fin dall'inizio e in cui ho trovato ospitalità in questo ultimo mese Parigino...

- 110 persone compresse e felici in 55 mq... alla faccia del monolocale per famiglie... c'erano proprio tutti... con il soldato semplice Martelli inviato speciale (una tunisina gli ha affibbiato "Oscar" come nome... quindi da ora in poi parleremo del soldato semplice Oscar Martelli... Parcamensa ne sarebbe stato orgoglioso.

- Inizio ostilità 22:30 - Arrivo polizia 2:30... Ce l'aspettavamo... la vicina ipertensiva, la stessa che si intratteneva ad attappare con la colla le cassette delle lettere e che ha cancellato dal citofono i cognomi dei miei amici... Non si dà abbastanza da fare a letto, dicono... questa tesi spiegherebbe molte cose, indi se tra i lettori del blog c'è qualcuno che volesse aiutarla a calmarsi, siete i benvenuti...
Comunque la sbirragione si è limitata a sgombrare la festa... poi un gruppo di spagnoli ha improvvisato una divertente sessione di guardie e ladri per il paesino di Malakoff... fin troppo realistico, posso garantire.

- In definitiva è stato uno di quei momenti che mi farà sentire la mancanza di questa città... siamo riusciti a creare la nostra occasione, per un'aggregazione a modo nostro, coi nostri luoghi e i nostri tempi... e voglio portarmi a casa questa sensazione, quindi, tra i tanti rapporti che si perderanno nel volo per Ciampino e quelli che resteranno o addirittura sapranno rinforzarsi, ho deciso di non buttarmi sul solito fade out... Vivrò ogni giornata, ogni ora fino in fondo... perché se anche le forme ed i luoghi dovessero cambiare, voglio che questa predisposizione di spirito resti costante...

venerdì 15 febbraio 2008

AnnoZero


Svegliarsi un po' prima aiuta... non credevo che l'avrei mai ammesso. E vi sorprendo dicendovi che forse anche quel banale percorso che il sole continua a fare ha un suo senso.
Sapete... ore di luce, ore di ombra... energia... corpo... salute... salute, anche se per gioco tutto è partito da qui.
Devo confessare che il "non ammalarmi affatto" era più un auspicio che una regola già provata, ma dopo mesi di auto-abusi socio-psico-fisio-sperimentali forse è ora di ritrovare il mio ritmo... quello che conosco... che Ri-conosco, perché per raggiungerlo mi basta mettere il pilota automatico...

Non pensate che mi sia deciso a tirarmi su dal letto all'alba per ributtarmi giù con la minestra in bocca... no, no, non sarei io... i baretti notturni restano, gli amici di sempre anche, solo, ho ripreso un po' in mano la situazione, per fare a modo mio...

Niente di stupefacente... o forse tutto...

Da qualche giorno mi faccio dei gran giri al Bois de Boulogne. Devo riscrivere una sceneggiatura per l'imminente ritorno Romano e approfitto di questa specie di Primavera anticipata per godermi appieno il polmone cittadino per eccellenza.
E poi... resto sempre uno di paese... dopo una scampagnata lunga 20 anni, provateci voi a passare ore e ore sotto terra, nell'efficiente e micidiale Metro Parigina... ho deciso che era ora di cominciare a bilanciare con qualche km di cammino alla luce del sole...

Oggi pomeriggio, con un paio di amici, mi sono intrufolato in un circo... che spettacolo... cavalli e lama si facevano ripulire mentre le volteggiatrici si esercitavano in silenzio... e il tendone vuoto mi ha fatto tornare un bambino... ci voleva un pallone...

Poi c'è l'Attirail, che ormai è il "nostro baretto"... una specie di Brian Borù de noiantri, per chi ha presente... L'altra sera un trio jazz ha suonato praticamente solo per noi, abbiamo fatto un gran casino e mi è sembrato di trovarci una dimensione intima, familiare...

E poi personaggi, luoghi, gallerie d'arte si chiariscono e prendono significato per le esperienze che ci abbiamo vissuto... insomma, comincio a sentirmi a casa...

Il resto è storia... Parlando dei Parigini, Georg Simmel aveva coniato il termine "Blasé". Io evidenziavo in arancione e non avevo idea di cosa stessi veramente leggendo...
Ora ho le idee un po' più chiare: decine di spettacoli in cartellone, centinaia di attività praticabili, locali dai sapori più svariati nascosti dietro ogni angolo... questa città aveva finito con l'acuire un'abitudine che ultimamente mi faceva sbroccare: la sensazione di perdermi qualcosa, in ogni caso... a prescindere dalla scelta...
...sveglia anticipata, la mente resta al suo posto. Il corpo sta meglio...
...così non mi ammalo di sicuro.

mercoledì 30 gennaio 2008

Casa


E' ora...
Saluto lo studiolo che mi ha ospitato in questi mesi
e ne porto con me i segni...
Per me è stata una casa, nel senso più profondo della parola, come pochi altri luoghi sanno essere stati...

A esami e impegni burocratico/accademici ormai conclusi, di fronte a me ho un mese di nomadismo Parigino e Francese, che vivrò fino in fondo... Prometto.