venerdì 5 agosto 2011
MediaSetting
Uscite come questa ormai passano in secondo piano, ma per come la vedo sono assolutamente paragonabili a caso Ruby e affini, su ben altri settori... Il tutto, come di consueto, in sede di consiglio dei ministri.
La sua soluzione alla crisi internazionale è, ancora una volta, investire sul suo individuo. Come se davvero non possa esistere un "altro da sé", o, per lo meno, come se proprio non rientri nei suoi programmi occuparsene.
Sono convinto che finirà tutto nel dimenticatoio.
Solo, c'è una piccola possibilità che invece finisca malissimo*. Con una serie di luci e colori indecifrabili + parole e azioni sconsigliate ai minori.
La mia pluriennale passione per il grottesco mi spinge decisamente verso una delle due soluzioni.
*Cambiate la parola, se serve. Il superlativo assoluto resta.
sabato 30 luglio 2011
mercoledì 6 luglio 2011
Una bella cosa, capìta un po' prima di vent'anni dopo
Tosto, 'sto Borgofuturo... Vero.
Non abbiamo perso tempo, ci abbiamo dato giù come in età matura, con l'esperienza di soldi di cacio...
Speriamo solo di non perderci in chiacchiere, a 50 anni.
Per fortuna la gente, di suo, non riga dritto.
www.borgofuturo.net
Non abbiamo perso tempo, ci abbiamo dato giù come in età matura, con l'esperienza di soldi di cacio...
Speriamo solo di non perderci in chiacchiere, a 50 anni.
Per fortuna la gente, di suo, non riga dritto.
www.borgofuturo.net
mercoledì 29 giugno 2011
Pezzo di roba precipitato
BSSSSSSSSSSHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
(Non che il film c'entri niente... Solo, mi manca)
(Non che il film c'entri niente... Solo, mi manca)
martedì 12 aprile 2011
Fondativo.
Visto per lo meno duecento volte. Nastro VHS semifottuto da un decennio, almeno.
Semplicemente geniale.
mercoledì 16 febbraio 2011
La rivoluzione culturale non si può disegnare (come la scorreggia)
"And this just feels like spinning plates
I'm living in cloud cuckoo land
And this just feels like spinning plates
My body is floating down the muddy river"
Da qui a Luglio.
I punti sono i lavori che portano via più di 100 ore.
Se vicino c'è una linea, sono pagati, altrimenti beneficienza.
Mestieri rigorosamente culturali. (e quindi fatti al 90% di richiesta sponsor, trasporto blocchi pesanti, combinazioni di cavi e dettagliate spiegazioni su dov'è il bagno)
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Il mio primo (e ultimo) grumo di poesie si chiamava "Precariote".
Per la copertina, Stanley Donwood in persona mi aveva accordato l'utilizzo gratuito di un'immagine dell'artwork di Amnesiac (Radiohead).
Allora queste faccende sembravano aver senso.
Adesso sono rivelazioni.
mercoledì 13 ottobre 2010
Due conti in casca.

"Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione. Silenzio dei media o scatta la rivolta"
"Ci si sente leggeri, dopo una bella cacata..."
La Haine (Kassovitz, 1995)
Questo mi porta a ragionare su due o tre faccenduole, che probabilmente porteranno ad altrettante oscure azioni.
Dal concreto all'astratto, così, su due piedi:
- Perché continuare a pagare i contributi per una pensione che sicuramente non avrò?
- Se il tragitto esistenziale che ci insegnano dalla prima elementare è composto da parti ben definite... e queste componenti saltano, s'avvitano e si mischiano, allora forse non ha più senso neppure cercare di guadagnare credito nell'ottica di un "progetto di vita" lineare, che parta da una formazione degna di tal nome e arrivi a una fase di riposo finale.
- Perché evitare (o chiedere di evitare) comportamenti volti a minare la salute psicofisica in vista di una buona vecchiaia, quando la nostra generazione un'anzianità degna di tal nome non ce l'avrà? (provocatoria, magari... ma un dirottamento della cifra da versare all'INPS aiuterebbe in tal senso... troverei ben simbolico lo scambio... come a dire: usali per dimenticare quello che sarebbe potuto essere). Stesso discorso, certamente più interessante, vale per comportamenti che minano la salute del sistema sociale.
- Assunto che la nostra vecchiaia somiglierà (per chi ci arriverà) a un prolungamento del periodo lavorativo, creando un pastone generale tra formazione, età di mezzo e pensione, perché non possiamo cominciare adesso a prenderne atto e a vivere di conseguenza? A capire che non siamo giovani, né saremo anziani, che siamo semplicemente qui... E varrebbe la pena di vendere cara (in senso affettivo) la pelle... ma soltanto dopo averla riprezzata con nuove coordinate. Perché è comunque l'ultimo valore assoluto che ci rimane.
Ecco, da tutto questo bisognerà tirar fuori qualcosa... Tra settantenni studenti di marketing all'università della terza età e maturandi deputati/imprenditori rampanti, qui ci sono le premesse per un movimento culturale piuttosto rappresentativo.
O no?
sabato 9 ottobre 2010
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