BSSSSSSSSSSHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
(Non che il film c'entri niente... Solo, mi manca)
mercoledì 29 giugno 2011
martedì 12 aprile 2011
Fondativo.
Visto per lo meno duecento volte. Nastro VHS semifottuto da un decennio, almeno.
Semplicemente geniale.
mercoledì 16 febbraio 2011
La rivoluzione culturale non si può disegnare (come la scorreggia)
"And this just feels like spinning plates
I'm living in cloud cuckoo land
And this just feels like spinning plates
My body is floating down the muddy river"
Da qui a Luglio.
I punti sono i lavori che portano via più di 100 ore.
Se vicino c'è una linea, sono pagati, altrimenti beneficienza.
Mestieri rigorosamente culturali. (e quindi fatti al 90% di richiesta sponsor, trasporto blocchi pesanti, combinazioni di cavi e dettagliate spiegazioni su dov'è il bagno)
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Il mio primo (e ultimo) grumo di poesie si chiamava "Precariote".
Per la copertina, Stanley Donwood in persona mi aveva accordato l'utilizzo gratuito di un'immagine dell'artwork di Amnesiac (Radiohead).
Allora queste faccende sembravano aver senso.
Adesso sono rivelazioni.
mercoledì 13 ottobre 2010
Due conti in casca.

"Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione. Silenzio dei media o scatta la rivolta"
"Ci si sente leggeri, dopo una bella cacata..."
La Haine (Kassovitz, 1995)
Questo mi porta a ragionare su due o tre faccenduole, che probabilmente porteranno ad altrettante oscure azioni.
Dal concreto all'astratto, così, su due piedi:
- Perché continuare a pagare i contributi per una pensione che sicuramente non avrò?
- Se il tragitto esistenziale che ci insegnano dalla prima elementare è composto da parti ben definite... e queste componenti saltano, s'avvitano e si mischiano, allora forse non ha più senso neppure cercare di guadagnare credito nell'ottica di un "progetto di vita" lineare, che parta da una formazione degna di tal nome e arrivi a una fase di riposo finale.
- Perché evitare (o chiedere di evitare) comportamenti volti a minare la salute psicofisica in vista di una buona vecchiaia, quando la nostra generazione un'anzianità degna di tal nome non ce l'avrà? (provocatoria, magari... ma un dirottamento della cifra da versare all'INPS aiuterebbe in tal senso... troverei ben simbolico lo scambio... come a dire: usali per dimenticare quello che sarebbe potuto essere). Stesso discorso, certamente più interessante, vale per comportamenti che minano la salute del sistema sociale.
- Assunto che la nostra vecchiaia somiglierà (per chi ci arriverà) a un prolungamento del periodo lavorativo, creando un pastone generale tra formazione, età di mezzo e pensione, perché non possiamo cominciare adesso a prenderne atto e a vivere di conseguenza? A capire che non siamo giovani, né saremo anziani, che siamo semplicemente qui... E varrebbe la pena di vendere cara (in senso affettivo) la pelle... ma soltanto dopo averla riprezzata con nuove coordinate. Perché è comunque l'ultimo valore assoluto che ci rimane.
Ecco, da tutto questo bisognerà tirar fuori qualcosa... Tra settantenni studenti di marketing all'università della terza età e maturandi deputati/imprenditori rampanti, qui ci sono le premesse per un movimento culturale piuttosto rappresentativo.
O no?
sabato 9 ottobre 2010
giovedì 16 settembre 2010
Un decennio
Sarà stato il terzo, forse il quarto liceo... Una prof mollò due ore di programma per farci vedere un film. Durante questa scena, per la prima volta, ho amato il cinema.
Grazie a Zen, per avermelo ricordato.
domenica 8 agosto 2010
AF-TG
Arcade Fire è una delle band più fulminanti della scena indie degli ultimi anni.
Terry Gilliam è un anarchico visionario s(tra)piantato a Hollywood.
Il risultato, per quanto sia la semplice registrazione di un live, arriva dritto al punto.
Allego la presentazione del lavoro e il live di "Rococo", gli altri ve li cercate da soli!!!
Terry Gilliam è un anarchico visionario s(tra)piantato a Hollywood.
Il risultato, per quanto sia la semplice registrazione di un live, arriva dritto al punto.
Allego la presentazione del lavoro e il live di "Rococo", gli altri ve li cercate da soli!!!
martedì 4 maggio 2010
Un sacco di roba in tanto poco tempo
Ancora mi stupisco di come, dopo anni, il legame con una ragazza possa restarmi addosso, come se non ci fosse stato altro.
E non è neppure più abitudine, che nell'entropia degli ultimi tempi, ormai non posso più dirmi abituato a niente a cui si possa dare un nome, di cui si possa ritrovare la forma o il sapore in un libro.
In questa risacca di trasferimenti e permanenze di sensazioni che ancora mi resta incomprensibile, voglio e devo dare importanza al compleanno di quello che è rimasto uno dei miei più grandi amici... che è oggi, e che, in una certa maniera, resta una radice. E poi mi ricordo degli altri, che gli anni li compiono a breve... e di quelli che li compiranno più spesso di me.
Perché in tutto questo voler saltare il fosso ho fatto una quantità di cazzate di cui riderò (o piangerò) per ore a una certa età... Di certo me ne resteranno addosso i segni, ma le amicizie vere, come quelle del primo Maggio passato qualche giorno fa, prima di perdere i sensi (oibò), mi sembreranno ancora fondamentali.
Sono un gran testa di cazzo... e ancora non capisco se devo esser più coerente alle idee o alle persone, che le idee, quando le segui, ti portano lontanissimo, almeno alcune... E sembrano così insostenibili per un corpo umano, che ne paghi sempre le conseguenze. Così le storie di uomini a pezzi, nel corpo e nell'anima, di tutta quella narrativa postmoderna in cui tanto mi ritrovo, quelle storie ritornano attuali, ancora... e ancora...
Probabilmente saranno le persone a salvarmi, le persone con le idee però, le persone con cui potrò condividere i miei sogni, che se mi porteranno lontano, ci sarà sempre qualcuno con cui farsi una, due, tre bevute.
Per scordare le cazzate, per scordare, forse, di aver lasciato andare persone che non avrei dovuto lasciar andare... Per scordare le sconfitte patite senza capir bene come avrei dovuto combattere per portarle in vittorie.
Se penso a quante ancora potremo farne, mi sento un bambino.
E non è neppure più abitudine, che nell'entropia degli ultimi tempi, ormai non posso più dirmi abituato a niente a cui si possa dare un nome, di cui si possa ritrovare la forma o il sapore in un libro.
In questa risacca di trasferimenti e permanenze di sensazioni che ancora mi resta incomprensibile, voglio e devo dare importanza al compleanno di quello che è rimasto uno dei miei più grandi amici... che è oggi, e che, in una certa maniera, resta una radice. E poi mi ricordo degli altri, che gli anni li compiono a breve... e di quelli che li compiranno più spesso di me.
Perché in tutto questo voler saltare il fosso ho fatto una quantità di cazzate di cui riderò (o piangerò) per ore a una certa età... Di certo me ne resteranno addosso i segni, ma le amicizie vere, come quelle del primo Maggio passato qualche giorno fa, prima di perdere i sensi (oibò), mi sembreranno ancora fondamentali.
Sono un gran testa di cazzo... e ancora non capisco se devo esser più coerente alle idee o alle persone, che le idee, quando le segui, ti portano lontanissimo, almeno alcune... E sembrano così insostenibili per un corpo umano, che ne paghi sempre le conseguenze. Così le storie di uomini a pezzi, nel corpo e nell'anima, di tutta quella narrativa postmoderna in cui tanto mi ritrovo, quelle storie ritornano attuali, ancora... e ancora...
Probabilmente saranno le persone a salvarmi, le persone con le idee però, le persone con cui potrò condividere i miei sogni, che se mi porteranno lontano, ci sarà sempre qualcuno con cui farsi una, due, tre bevute.
Per scordare le cazzate, per scordare, forse, di aver lasciato andare persone che non avrei dovuto lasciar andare... Per scordare le sconfitte patite senza capir bene come avrei dovuto combattere per portarle in vittorie.
Se penso a quante ancora potremo farne, mi sento un bambino.
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