domenica 1 luglio 2012

Crash-test



TV tedesca su Balotelli e Cassano:



"Sono fuori da ogni controllo in area rigore, giocano come se fossero in strada"


"Cani randagi"    /    "Non autosufficienti"


Quando i germanici fanno i germanici mi diverto da matti.
In tempi di governi tecnici applicati su larga scala, dove per paura dei propri istinti pure l'Italia s'è messa a fare la tedeschia, è un piacere autentico farsi salvare da due disorientati.
E mica parlo di calcio... in tutti settori è un fiorire di schemi, manuali e generi. Che pure se (e dico pure se) sapessimo applicarli, non sarà mai così che ci ricostruiremo una dignità.
Voglio dire... i "germanici" di ogni dove servono sempre, come corollario... ma alla base c'è il guizzo, che rovescia la prospettiva e cambia il piede d'appoggio. E' una delle poche cose per cui mi diverte essere nato qui, e mi diverte ancora di più notare che sempre più Italiani la reprimono per una più corretta gestione organizzativa... de che? organizzi de que? In profondità, tutti i sistemi che crediamo di poter controllare ballano col diavolo. C'è da essere in malafede per non capirlo.

La terra trema dove e quando preferisce. Previsioni scientifiche e Maya sono approssimabili ad harmony più spinti del normale.

I mercati liberi spazzano via soprattutto chi ha tanto creduto in loro... che poi, purtroppo, spazza via pure chi non ci ha creduto, che ipotizza la rivoluzione, ma resta a casa senza spazzar via niente (ma questa è un'altra questione).

Uno se sposa, compra casa, anelli e robba (uno che conosco ha fatto pure tanti regali a la ragazza prima de sposasse), quell'altra lo lascia dopo un mese dal matrimonio. Quanti sacrifici, Vincè, quanti sacrifici.

Dio può anche esistere, ma è assolutamente indifferente al nostro edificargli chiese. Infatti le fa crollare per prime quando capita un sisma. E' capitato anche che un autobus uscito di strada s'è infilato in una chiesa. Tutti illesi. Solo l'altare distrutto. Posso citare esempi analoghi per tutti gli altri beni materiali, soprattutto quelli luccicanti.

In definitiva, questa nostra società è un continuo tentativo di far rientrare a casa Cantona prima delle 22, se il giorno dopo ha la partita.
Noi di questo, ci occupiamo, quando facciamo "i seri".
Rendetevi conto.

giovedì 22 marzo 2012

Up

Colpire la palla quando ancora non c'è.
Come scrivere il cinema.



Ciao, Tonino!

sabato 7 gennaio 2012

Per dio.

Al solito: se intendiamo "per dio" come moto per luogo, deve trattarsi comunque di bestemmia, perché presuppone qualcosa OLTRE dio ove recarsi (o da cui provenire).

Più familiare mi sembra intenderlo come stato in luogo.
La cosa è comprensibile solo a chi conosce davvero la vita di provincia. Un farsi un giro "per dio", che equivale a restare. Come a dire che puoi andare dove ti pare, cambia poco.
Ecco, quest'accezione ha a che fare con il distasera mio dispiacere per un mio amico, vittima dei fucili della RCA auto (intesa come Religione Cattolica Applicata senza alcun senso critico).
Anche perché potrei essere nella stessa situazione. Tutti, portando fuori un po' di dio, un po' di madonne, potremmo essere in quella situazione.
Poi avoglia a semafori.

Semplicemente, il peccato (che per i fascisti è la scurezza in volto ma non in camicia, per gli interisti Moggi, per Patrick Mattarelli il disordine, per Ubaldo Formica il nostro capodanno a casa sua) non è una buona discriminante tra i buoni e i cattivi. Non c'è polso. Non c'è incontro. Non c'è vita.
Altrimenti sarebbe come dire che una società può essere fondata sulla famiglia. Roba da matti. Già alla fine dell'atto sessuale resta una quantità infinitesima di sperma a fare il suo lavoro. Pensate quando arriviamo agli zii di terzo grado o ai cognati, quanto possiamo avere a che spartire.
La verità è che ci si incontra tutti i GIORNI, per vari motivi. Sarà il caso di tenere la testa alta e capire con chi veramente vogliamo passare i NOSTRI?

mercoledì 4 gennaio 2012

Me 'llillo

D'oggi in poi se mi capita la videocamera in macchina e faccio serata, tra un bicchiere e l'altro giro anche due cose.
Mi stimola entrare in collisione con quello che succede, in solitaria e senza vincoli.
Fare "cinema" non è la stessa cosa. Altre emozioni, diverse.

Ma quest'INTERCETTARE ha delle potenzialità notevoli. Ti obbliga a prendere il polso della situazione. Ti proibisce di subire. Se hai una sola camera devi capire quando le cose cambiano, prima che cambino. E quest'ultima inclinazione basta da sola come augurio per tutti, entro il primo litro di vino.

lunedì 28 novembre 2011

martedì 4 ottobre 2011

mercoledì 10 agosto 2011

Tra l'altro...

A Serenella.


Tutti questi sforzi per una pace catodica non hanno ancora risparmiato un solo proiettile. Spero che inizieremo ad agire una pace di polvere e carne, che smarchi le radure dalla necessità di farsi trincee.


Un pensiero per la pace // 6 Agosto 2011

venerdì 5 agosto 2011

MediaSetting



Uscite come questa ormai passano in secondo piano, ma per come la vedo sono assolutamente paragonabili a caso Ruby e affini, su ben altri settori... Il tutto, come di consueto, in sede di consiglio dei ministri.

La sua soluzione alla crisi internazionale è, ancora una volta, investire sul suo individuo. Come se davvero non possa esistere un "altro da sé", o, per lo meno, come se proprio non rientri nei suoi programmi occuparsene.

Sono convinto che finirà tutto nel dimenticatoio.
Solo, c'è una piccola possibilità che invece finisca malissimo*. Con una serie di luci e colori indecifrabili + parole e azioni sconsigliate ai minori.
La mia pluriennale passione per il grottesco mi spinge decisamente verso una delle due soluzioni.

*Cambiate la parola, se serve. Il superlativo assoluto resta.